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Chiamatemi pure #instapoet

 

Rupi Kaur è una giovane donna, fenomeno Usa: “Chiamatemi pure Instapoet”.

Opere e denunce sociali, nate sulla rete. Rupi Kaur ha venticinque anni, è nata in India ma è sempre vissuta in Canada.

 

POESIA, SESSO E IMMAGINI AL TEMPO DI INSTAGRAM
Ferire, amare, cadere, rinascere, scavarsi dentro: sono tutte esperienze, stati d'animo e modi di vivere che ogni persona,in qualsiasi parte del mondo, prova ciclicamente col passare degli anni.

 

Nel libro "Milk and Honey" (TRE60 Edizioni) in particolare è la donna ad essere mostrata, svelata, ribadita.

 

Le sue poesie parlano di paura, di miglioramento, di cadute, di delusioni, di riprese. A volte anche di capelli, occhi e peli. Parlano di stupro e abbandono, ma anche di specchi e coltelli. Nel 2014 le ha raccolte in un libro che ha autoprodotto, Milk and Honey ristampato con un editore un anno fa ed entrato nella pagina dei bestseller del New York Times. Nella tradizione punjabi, il miele e il latte sono  ricostituenti. Non è solo ciò che ti fa stare meglio e ti rimette in forze: è ciò che ti viene prescritto (e quindi viene riconosciuto da una comunità per il suo potere) per farti sentire meglio.

 

Milk and honey è diviso in quattro parti (o fasi): the hurting (il ferire), the loving (l’amare), the breaking (lo spezzare), the healing (il guarire).

 

#ferire

avevi tanta paura

della mia voce

che ho deciso di averne

paura anch'io

 

#amare

non voglio averti

per riempire i vuoti in me

voglio essere piena già di mio

voglio essere cosi completa

da poter illuminare una città intera

e dopo

voglio averti

perchè noi due messi insieme

potremmo incendiarla

 

#spezzare

se me ne sono andata non è perchè

avevo smesso di amarti

me ne sono andata perchè più

restavo meno

amavo me

 

#guarire

essere

teneri

è

essere

potenti

 

Cresciuta in una cultura misogina, la #instapoet nelle proprie opere (o contenuti social) racconta la violenza sessuale, la riscoperta del proprio corpo e della sua dignità, lo sforzo della cultura maschilista di annientare l'autostima delle donne e di farle sentire obbligatoriamente sbagliate, la capacità di reagire (anche grazie alla poesia) e la gioia di essere amate veramente per ciò che si ha dentro.

 

 

L'amore, il sesso e il piacere. Il punto di vista femminile

 

Esperienze e stati d'animo che non solo appartengono naturalmente all'universo femminile, ma che spesso vengono determinati dalla società in cui sono immerse, che vengono imposti dalla conduzione prettamente maschile della società. E proprio per raccontare il punto di vista femminile e incoraggiare le donne che non riescono a trovare la serenità in un mondo sessista, Rupi Kaur - originaria del Punjab ma residente sin dall'infanzia in Canada - ha pubblicato la silloge poeica milk and honey e ha scalato le vette della classifica del New York Times.

 

Mostrarsi su Instagram «flourish and nourish»

 

Una delle riflessioni che accompagna Rupi nei suoi lavori è il rapporto tra donna e donna. Come individui o come comunità, la risposta che trova è sempre nel «power to uplift»: uplift in inglese significa sollevare sia fisicamente sia moralmente, è confortare ma anche motivare. E questo, per Rupi Kaur, è sempre stato il grande pregio che hanno le donne, − solo che non lo sanno.

O meglio: non sanno di poter portare questa capacità fuori dai confini dell’amicizia o della famiglia e di poterla far diventare una pratica globale, un’esercitazione spirituale e pratica per un miglioramento collettivo. Proprio come il latte e il miele sono ricostituenti, l’empowerment reciproco permette di «flourish and nourish» (letteralmente “fiorire/prosperare” e “nutrire/rafforzare”).

 

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