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Pensieri liquidi sull'amore

Stamattina mi sono svegliata con una vena romantica... a modo mio.

Ma l'amore esiste?

 

Bauman nel suo libro "Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi" sosteneva che oggi le relazioni amorose sono “connessioni” più che “relazioni”.

Amore liquido, un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame. Amore veloce, consumato, vissuto e dimenticato. 2.0, tecnologico, innovativo, smart, seducente e folle.

 

“L’introspezione è un’attività che sta scomparendo. Sempre più persone, quando si trovano a fronteggiare momenti di solitudine nella propria auto, per strada o alla cassa del supermercato, invece di raccogliere i pensieri controllano se ci sono messaggi sul cellulare per avere qualche brandello di evidenza che dimostri loro che qualcuno, da qualche parte, forse li vuole o ha bisogno di loro” Zygmunt Bauman

 

Basta essere connessi virtualmente all’altro per esistere, avere una relazione, lavorare, fare del sesso. La quantità fisica, di persone disponibili e di connessioni, è davvero la chiave di accesso verso l’equilibrio individuale o e il nuovo antistaminico 2.0, intellettuale, colto, ragionato, verso noi stessi, le nostre paure, i nostri limiti?

 

Perchè poi a complicare le cose arriva il mood del momento: fare "solo"  un pezzo di strada insieme, che sia libero e in autonomia… allora perché farlo insieme? Non ci si può solo incontrare e dimenticarsi? Che senso ha “soggiornare in luogo che non si abiterà mai a prescindere?”

 

Siamo forse diventati davvero cosi flessibili? Nel lavoro e nelle relazioni umane? Non ci si aspetta più niente, dall’altro e…tragedia, da noi stessi.

 

Fabi Silvestri Gazzè in L'amore non esiste cantavano "L'amore non esiste è un cliché di situazioni tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie… è l'effetto prorompente di dottrine moraliste sulle voglie della gente, è il più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli… ma poi esistiamo io e te”…

 

Perché alla fine esistiamo io e te? Perché non sappiamo in alternativa come finire da soli?

 

O perché ancora Baubam “Nel mondo liquido-moderno la solidità delle cose, così come la solidità dei rapporti umani, tende a essere considerata male, come una minaccia: dopotutto, qualsiasi giuramento di fedeltà e ogni impegno a lungo termine (per non parlare di quelli a tempo indeterminato) sembrano annunciare un futuro gravato da obblighi che limitano la libertà di movimento e riducono la capacità di accettare le opportunità nuove e ancora sconosciute che (inevitabilmente) si presenteranno. La prospettiva di trovarsi invischiati per l’intera durata della vita in qualcosa o in un rapporto non rinegoziabile ci appare decisamente ripugnante e spaventosa.”

 

E’ questo banalmente l’amore? E al quinto caffè mi chiedo? E’ forza o potere l’amore?

 

Quando ti perdi negli occhi azzurri dell’altro, vedi il tuo possibile nuovo immaginario o vedi davvero cosa guarda l’altro? Le sue mete, i suoi bisogni, le sue urgenze, le sue spinte. Quando l’altro diventa reale, con tutto il peso che comporta, può davvero diventare forza,  il dubbio e luce, che una presenza altra, può generare in noi come spinta ulteriore di cambiamento? Oppure possiamo arrenderci al potere che il nostro stesso immaginario suscita in noi?

 

Ma l’amore romantico esiste davvero? Perché mi chiedo… l’amore è compiere un’azione? Quale? E’ semplicemente presenza, condivisione? E se fosse semplicemente la forza e l'opportunità di oltrepassare lo spazio, il tempo, l’attesa, di infilarsi dentro, squarciare la tela dell’amore e far passare la luce dell’umano dentro?

 

E se l’amore fosse solo una filosofia, mutevole, senza credo tramandato e senza meta. Nessuna analisi letteraria, sociale e antropologica. Se l’amore fosse solo un viaggio in «Ambienti spaziali» come l’attuale mostra su Lucio Fontana presso Hangar Bicocca a Milano. Una connessione fisica con lo spazio, corridoi, labirinti, stanze buie in cui si sprofonda nella gomma morbida. E poi tocchi di luce fluorescente, come brevi costellazioni o veri e propri tuffi nel colore. Rosa, rosso, bianco, nero e verde.

 

Se l’amore fosse comunque una ricerca di “ infinito altro” come i lavori di Lucio Fontana, sarebbe grave?

 

“Scoprire il Cosmo è scoprire una nuova dimensione. E’ scoprire l’Infinito. Così, bucando questa tela – che è la base di tutta la pittura – ho creato una dimensione infinita. Qualcosa che per me è la base di tutta l’arte contemporanea”. Così Lucio Fontana spiegava i suoi iconici Concetti Spaziali, tele ritmate da uno o più tagli in sequenza danzanti sulla superficie.  Ma che cos’è l’attesa? È il tempo dell’assenza, che presuppone un presente e un futuro. Si tratta di un lavoro concettuale, perché ciò che sta dietro a una di queste opere è la parte più importante.

 

Come l'amore, che presuppone un presente e un futuro, fatto di attese, oltre il significato concettuale di ognuno.

 

Che confusione, sarà perchè ti amo... cantavano i Ricchi e Poveri...

HangarBicocca la mostra inedita sugli Ambienti spaziali di Lucio Fontana

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