Una delle forme di discriminazione più diffuse è l’uso della lingua, quando non rispettoso delle differenze di genere.

 

Le donne e gli uomini vivono esperienze diverse e operano nella propria routine in maniera diversificata. Il loro agire è influenzato da una tradizione culturale fatta di simboli, immagini e stimoli differenti.

Ognuno ha i propri linguaggi, spesso quelli femminili sono rimandati da stereotipi o da immaginari (soprattutto pubblicitari) mortificanti e troppe volte inutilmente sessualizzati.

 

Gli stereotipi di genere in pubblicità sono ancora una realtà ben radicata. Le aziende hanno il potere e il dovere di combatterli, con una strategia di brand culture che sappia raccontare storie, creare conversazioni, momenti di contatto informativo con il proprio pubblico, su qualsiasi tema.

 

Perché i linguaggi determinano nuovi immaginari, educano a possibili rivoluzioni culturali, cambiano il modo di pensare, sono strumenti per interagire con consapevolezza nel quotidiano e suggeriscono un'alternativa etica, di consumo, sociale.